L’Unità: Il ministero di Anna Adamolo leader virtuale dell’Onda

unit 2Anche sulla rete è tempo di polemiche, di schermaglie e di sorprese legate al movimento contro la “riforma Gelmini”. Su Facebook va avanti da quasi un mese una guerra delle cifre fra sostenitori e oppositori del discusso ministro. Dopo essere apparsi a una puntata di Anno zero, gli organizzatori del più numeroso gruppo pro-Gelmini si sono dati l’obiettivo di raggiungere i 20.000 aderenti, ma sembrano inchiodati a quota 13.000. Il loro nome (“Gelmini: un ministro con le palle!”) forse non li aiuta, e comunque, tutti insieme, i gruppi di sostegno alla signora ministro non vanno oltre i 30.000 seguaci, mentre i gruppi degli oppositori sfiorano i 70.000.

Ma ci sono fenomeni anche più ambigui. Sempre su Facebook è stato aperto, da poco più di una settimana, un account a nome Mariastella Gelmini, arrivato in pochi giorni a più di 1.500 amici. Sarà davvero il ministro? È lecito dubitarne, visto che la signora in questione non risponde se non con un messaggio di routine a quelli che le arrivano, quasi equamente divisi fra critiche ed elogi sperticati. I favorevoli non dubitano quasi mai che l’evanescente personaggio sia proprio il ministro, e tentano di approfittarne come sanno: infimi portaborse locali di Forza Italia e giovani carrieristi ribadiscono l’inconcussa vocazione clientelare dell’Italia di destra, piatendo, spesso in modo indecoroso, un posticino di lavoro alla corte della potente.

Sbaglieremo forse, ma il fenomeno più interessante è ancora più recente, e questa volta è indubbiamente legato agli ambienti del movimento. Si tratta di una misteriosa signora il cui nome, Anna Adamolo, ricorda troppo letteralmente l’Onda Anomala. Il suo volto arguto e un logo veramente accattivante compaiono su un blog (http://annaadamolo.noblogs.org/) e su diversi gruppi di Facebook (il più numeroso: http://www.facebook.com/pages/Anna-Adamolo-Lalternativa-alla-legge-133/44100934534?ref=ts). Anna Adamolo promette di essere “la pluralità del movimento contro la riforma Gelmini, un immaginario non domato e non normalizzato, il grido di un no e la fermezza di tanti sì”, una specie di voce collettiva del movimento, insomma, o forse anche un ministro alternativo. E non si limita a una presenza su Internet: è comparsa su uno striscione alla manifestazione di ieri a Milano, e ha diffuso un appello per facilitare i viaggi degli studenti alla volta di Roma per la manifestazione del 14. C’è da supporre che sentiremo ancora parlare di lei.

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