Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:”";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}
Sono Anna Adamolo,
sono una supplente precaria
in una scuola elementare come la maggioranza delle maestre elementari che la
riforma Gelmini manderà a casa. Sono una
madre con contratto a progetto che arriva, trafelata, a prendere i bambini,
sempre all’ultimo minuto possibile.
Mi sono domandata da
ministro Onda: qualcuno ha provato a ragionare sugli effetti che questa legge
avrà sulle donne? È successo davvero ora, tutto questo, o è da sempre storia
delle donne? Ho lottato fin dall’inizio perché la legge Gelmini venisse
ritirata, perché introduce nuovi ostacoli che colpiscono e vogliono far tornare
indietro soprattutto le lavoratrici della scuola, le madri, le studentesse.
Questa legge dimostra che le donne sono le prime a pagare la crisi.
Vogliono sempre di più
rinchiuderci in casa al servizio della famiglia, e ci tolgono quel minimo di
indipendenza offerto dal lavoro esterno. Ma anche sui posti di lavoro questi
attacchi si traducono in un clima più oppressivo, ricattatorio, che spesso
produce mobbing, molestie sessuali, fino a violenze sessuali da parte di
padroni, capi, ecc.
L’attacco alla nostra vita è
non solo economico ma anche ideologico, e mira a relegarci in una posizione di
“debolezza” e subalternità in questa società capitalista, come dimostrano tutti
i recenti provvedimenti in materia di lavoro portati avanti da questo governo.
Questo sistema vuole che la famiglia sia
non solo un “ammortizzatore sociale” ma anche uno strumento di controllo della
nostra vita e, per questo, principale luogo di violenza e di uccisioni di
donne.
I recenti stupri vengono
usati come pretesto per mettere in atto provvedimenti razzisti e fascisti che
mettono in pericolo le libertà di tutti, ma soprattutto questo è un pretesto
per distrarre l’opinione pubblica dalla crisi.
Sono gli attacchi ai
diritti, alle nostre condizioni di lavoro, alla nostra vita, che alimentano
quel clima culturale e ideologico di sopraffazione, di disprezzo per la vita
delle donne, di cultura maschilista, che costituisce la base migliore per le
violenze sessuali.
Noi Anna Adamolo, noi donne,
noi lavoratrici, noi precarie, noi immigrate, noi licenziate, noi disoccupate,
noi universitarie.
NOI LA CRISI NON LA
PAGHIAMO!
http://www.kaosenlared.net/noticia/85933/policia-cargo-contra-manifestacion-8-marzo-milan